Molte sono le motivazioni personali per l'adesione, nella fede, al Cristo Signore. La fiducia nell'insegnamento dei genitori, il buon rapporto con un sacerdote, la vivacità della parrocchia, la soddisfacente risposta che Cristo dà alla ricerca razionale su temi esistenziali oppure la paura, lo smarrimento, una disgrazia, la superstizione...
Oggi, venerdì santo, guardando la croce, penso possa venire la motivazione più convincente e sicura. Cristo è morto per me, per te!
Non s'è soffermato a guardare se ero biondo o moro, bello o brutto, intelligente, realizzato, brillante o poco dotato che perde per strada anche quei po' di talenti ricevuti.
Mi ha amato e mi ama così come sono. Mi ama più di me stesso, dei miei amici, delle persone care.
Ti sembra un fatto trascurabile questo? Soggetto al sì, ma, forse, perchè? Pensi di avere cartucce da sparare in tua difesa per il fatto che la Chiesa, attraverso i suoi rappresentanti, non sempre brilla, anzi alle volte... Davanti ad un Cristo che ti guarda dalla croce con gli occhi ancora sbarrati - non ha avuto una mano pietosa che gli chiudesse le palpebre - hai il coraggio di bubitare, tergiversare? Il suo amore, ecco la base sicura, certa, incrollabile del nostro gridare: "Signore, io credo!"